La storia di due giovani avvocati altamurani, partiti da zero ed ora fra i migliori d’Italia.

Una storia che merita di essere raccontata quella degli avvocati Giovanni Maria Piscopo e Pierfrancesco Viti, non figli d’arte ma che, a soli 40 anni, hanno ottenuto un importante riconoscimento per i loro studi legali.

La terza edizione dell’indagine di Statista, per il “Sole 24 ore”, ha premiato 368 studi legali assegnando loro il titolo di “Studio Legale dell’anno 2021”.

Un’indagine basata su oltre 40mila segnalazioni da parte di esperti del settore, avvocati, giuristi d’impresa e clienti degli studi legali attivi a livello nazionale in 15 settori di competenza ed in 5 macroaree.

A fregiarsi di tale titolo, sono stati i due studi legali, classificati fra i migliori della macroarea SudItalia in diversi settori di competenza.

Lo studio legale dell’avv. Giovanni Maria Piscopo ha ottenuto il riconoscimento nei settori: Penale, Corporate, Risarcimento danni e Condominio mentre lo studio legale dell’avv. Pierfrancesco Viti è risultato tra i migliori nel settore Bancario e Finanziario.

“E’ con grande orgoglio – precisa Giovanni Maria Piscopo, che ho appreso della classificazione tra i migliori studi legali d’Italia per il 2021 nelle categorie corporate, diritto penale e risarcimento del danno oltre che tra le Eccellenze di Puglia.

Un importante riconoscimento per il lavoro che mi onoro di svolgere ogni giorno con competenza e rispetto verso tutti e che proietta lo studio, sul quale ho sempre creduto, basandomi solo sulla mia intraprendenza e senza l’aiuto di alcuno, verso obiettivi sempre più alti.

Un riconoscimento che premia anni e anni di sacrificio e studio”.

“Ricordo quando, ancora praticante abilitato – dichiara Pierfrancesco Viti, mi affrettavo ad avviare la prima sede del mio studio legale a Bari in via Abate Gimma.

Senza l’ombra di un quattrino, fui costretto ad improvvisarmi imbianchino e cartongessista per rendere accogliente quel locale al terzo piano di un antico edificio.

Sporcandomi le mani e spezzandomi fisicamente la schiena.

Amici e colleghi mi additavano come folle: non sei nemmeno avvocato e vuoi aprirti uno studio tutto tuo al centro di Bari; come farai a coprire i costi e farti conoscere?

Non hai speranza e mi invitavano a fare come gli altri: andare a Milano o a Roma per avere possibilità di entrare a far parte uno studio grande, già avviato oppure provare a lavorare da dipendente in qualche azienda, sempre meglio di fare l’avvocato”.

“Non mi è mai piaciuto scegliere la strada più facile – incalza Viti, ho sempre tentato quella più difficile; quella che in tanti scartano.

 

A soli 26 anni, pur non essendo figlio d’arte, sono riuscito ad aprire con sacrifici personali, uno studio legale in pieno centro a Bari e dopo 13 anni, aver ottenuto un riconoscimento che ha superato di gran lunga le mie aspettative, alla soglia dei 40 anni mi riempie di orgoglio.”

All’unisono i due avvocati che, sono anche amici, concludono: “Abbiamo avuto la conferma che, per essere apprezzati come professionisti, non è necessario essere figlio d’arte, né avere una bella macchina sportiva o avere uno studio in un grande, elegante e costoso stabile nei centri delle città più grandi d’Italia, come il cittadino di media cultura solitamente crede.

C’è solo bisogno di studiare e aggiornarsi sempre. Aspettare, essere pazienti, caparbi e amare questa nobile professione, più dei soldi e dei guadagni.

Essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti.”

Il mito popolare di cercare il “miglior avvocato” nelle grandi città, dovrebbe essere sfatato. A volte il “meglio” lo abbiamo sotto casa e senza saperlo.

 

 

 

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